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Cervantes, il più desiderato di Spagna

Si compiono i 400 anni dalla morte di Miguel de Cervantes. Il segno l'ha lasciato in Castiglia-La Mancia ma anche a Madrid, Siviglia e Barcellona continuano a parlare di lui.
C
ervantes è vivo e la prova è che ha un profilo Twitter. @Cervantes_Vive. È un modo di rendere omaggio allo scrittore spagnolo più famoso di tutti i tempi nel quarto centenario della sua morte. “Colui che vedete con un volto aquilino, coi capelli castani, la fronte liscia e scoperta, gli occhi vivi, il naso curvo, sebbene proporzionato”. Così viene descritto nel prologo delle sue “Novelle esemplari”. È quanto di più vicino a un autoritratto che conosciamo sulla sua persona. Miguel de Cervantes Saavedra era balbuziente. Si esprimeva meglio scrivendo e scrisse il libro più tradotto dopo la Bibbia. “El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha” (Don Chisciotte della Mancia) può essere letto in oltre 140 lingue.
Il Museo Casa Natale di Cervantes ha progettato, per l'estate 2016, un percorso teatralizzato basato sulle imprese di Don Chisciotte.

La letteratura ha un quartiere a Madrid

Il Quartiere delle Lettere fu il luogo e punto di ritrovo degli autori più importanti del Secolo Aureo spagnolo. Al civico 2 della calle Cervantes, visse e morì lo scrittore. Ebbe la sua residenza anche a calle Huertas 18, edificio in cui si trova oggi il famoso ristorante Casa Alberto.

Nacque ad Alcalá de Henares (Madrid, Spagna) nel 1547, sebbene a reclamare i natali dell’autore sia la città di Alcázar de San Juan (Ciudad Real). Nel centro storico di Alcalá si trova il Museo Casa Natale di Cervantes, in cui è presente la seconda edizione in castigliano di “El Quijote” (Don Chisciotte), stampata nel 1605. Dalla stazione centrale di Atocha (Madrid) parte il Treno di Cervantes. La sua destinazione è Alcalá e lungo il tragitto è possibile respirare l’essenza dell’autore: attori con i vestiti caratteristici del XVII secolo rappresentano frammenti della sua opera. Il comune ha ideato un programma di attività per commemorare il IV centenario della morte dello scrittore: mostre, concerti, teatro, danza e cinema. Vogliono che Cervantes, che scrisse più di 30 opere, sia conosciuto anche al di là del cavaliere dalla “corporatura vigorosa, secco, col viso asciutto” che lo portò al successo mondiale fino quasi ad eclissarlo.
“En un lugar de la Mancha de cuyo nombre no quiero acordarme…” (“In un luogo della Mancia di cui non voglio fare il nome”), è la frase più ripetuta della letteratura spagnola e varie località della mancia vogliono attribuirsene l’onore. Villanueva de los Infantes (Ciudad Real), è quella che possiede più punti in comune con quelli descritti nell’opera. Lo affermano i ricercatori che hanno analizzato per dieci anni i luoghi e i tempi del “Don Chisciotte”. Potrebbe anche essere Argamasilla de Alba. Forse ha un senso non volerla ricordare: qui, nella grotta di Medrano, è stato tenuto prigioniero, presumibilmente per aver effettuato una riscossione di imposte fuori dalla sua giurisdizione.
Nell'edificio che oggi occupa il ristorante Casa Alberto, Cervantes ha scritto il suo romanzo "Viaggio del parnaso".
Don Chisciotte attraversa la Mancia accompagnato dal suo fedele scudiero Sancho Panza ma esistono delle controversie sui paesi che incontra. Che nel secolo XVII non si potesse fare “check in” con Foursquare non impedisce l’esistenza di un percorso turistico ufficiale di Don Chisciotte, famoso come Itinerario Culturale Europeo. È lungo circa 2000 chilometri, suddivisi attraverso 148 comuni. Inizia a Toledo, capoluogo della Castiglia-La Mancia. A Campo di Criptana (Ciudad Real) ci sono i mulini a vento che il cavaliere confuse con dei giganti.
Nel Centro di Interpretazione di Alcalá de Henares è presente una riproduzione della fonte battesimale del drammaturgo.
I protagonisti vedono il mare per la prima volta a Barcellona da un portale della muraglia, giungendo quasi al fine della loro avventura. Oggi, al suo posto, c’è la Facoltà di Nautica. Cervantes visitò la città almeno una volta e alloggiò al numero 2 di Paseo de Colón. La città catalana gli rende omaggio al Liceo di Barcellona il 20 agosto con la prima di “El hombre della Mancha” (L’uomo della Mancia), un musical moderno, “una versione mai vista fino ad ora”, secondo l’organizzazione. Il 6 ottobre sarà al Nuevo Teatro Alcalá di Madrid, dove resterà per tutta la stagione.
Prima di pubblicare il “Don Chisciotte” Cervantes visse in Andalusia per dieci anni. Lavorò come esattore delle tasse per le galere di Filippo II. Fu allontanato, accusato di prevaricazione e arrestato nel Carcere Reale di Siviglia. Qui iniziò a ideare la sua opera principale. Lo dice nel prologo della prima parte: “Nato nel fondo di un carcere, dove ogni scomodità è di casa”. Aveva quasi 58 anni quando il “Don Chisciotte” venne alla luce. Fu una sorpresa: aveva trascorso 20 anni senza pubblicare nulla e il suo successo fu immediato. Don Chisciotte diventò più che un personaggio. Così lo sintetizzò il poeta spagnolo e critico letterario Dámaso Alonso: “Lui è la Spagna”.

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