>>>Che Dio salvi il punk
Foto: Bikeworldtravel/Shutterstock.com

Che Dio salvi il punk

"Vivi in fretta, muori giovane", questa è la filosofia del punk. Contraddicendo il suo proprio motto, il movimento non è morto e celebra quest'anno, a Londra, il suo quarantesimo anniversario. Lunga vita al punk!
È stata una delle notti più significative nella storia della musica. Il 4 luglio del 1976, I Ramones, una rock band di New York, salirono sul palco del Roundhouse di Londra e ispirarono un’intera generazione. Quella notte si trovavano tra il pubblico gli uomini e le donne che, di lì a poco, avrebbero guidato la scena punk inglese. Li ritroveremo a capo di band iconiche come i The Clash, i Buzzcocks e, ovviamente, i Sex Pistols. Ora, 40 anni dopo, Londra rivive quei giorni. Fatti la cresta, strappati i vestiti e alza il volume, è tempo di santificare l’anarchia.
The Clash divennero famosi grazie alle loro canzoni punk dedicate a Londra
Foto: Ron Ellis/Shutterstock.com

Una sfilata a King’s Road

La boutique SEX, situata al 430 di King’s Road, a Chelsea, era gestita dal manager dei Sex Pistols, Malcolm McLaren, e dalla stilista Vivienne Westwood. Per il punk fu importante come qualsiasi club notturno di Soho. Chiuse nel 1980, ma c'è ancora un negozio della Westwood lì.

Anche se forse “anarchia” non è la parola giusta. Se Johnny Rotten e Sid Vicious negli anni 70 erano contro lo status quo, oggi il punk è quasi convenzionale. Al posto delle case occupate di Soho e degli sporchi seminterrati dei bar dove nacque, sono musei, gallerie d’arte e biblioteche a organizzare grandi eventi in suo onore. È nella British Library che il punk è stato analizzato più attentamente, come fenomeno culturale. Nel luogo che conserva la Bibbia di Gutemberg o i manoscritti di Shakespeare, i fanatici del punk possono trovare registrazioni singolari, testi di canzoni e fotografie poco conosciute. Poi c’è la mostra “Punk 1976-78”, fino al 2 ottobre, che esplora con video e registrazioni l’immortale influenza del punk come movimento musicale radicale, artistico e politico.
Il Museum of London pone l’attenzione sulla situazione della città al centro del movimento, con fanzine, poster, vestiti e accessori a fare da testimoni di quegli anni, in cui la musica a palla e le creste spopolavano per le strade. La programmazione speciale sul punk, che si celebra nel famoso BFI (British Film Institute), a South Bank, riesamina questo fenomeno più profondamente, analizzando non solo la scena londinese ma anche come lo stile fu adottato da giovani di tutto il mondo. Attraverso una serie di dibattiti, mostre, iniziative e film, il BFI analizza come si è diffuso il movimento, dal centro di Londra fino alla Giamaica, arrivando persino in alcune zone dell’Africa.
Malcolm McLaren conobbe i Sex Pistols mentre facevano acquisti a King's Road
Foto: Bikeworldtravel/Shutterstock.com

Alla scoperta di giovani punk a Camden Town

Per avere la prova che il punk continua a vivere, vai a Camden Town. Quasi tutti i fine settimana troverai gruppi di rumorosi punk vestiti di pelle e con pettinature stravaganti, che vagano per il ponte sul canale. Prima di scattargli una foto chiedigli il permesso e preparati a pagare per il privilegio.

Non si tratta solo di guardarsi indietro. Nonostante si dica che il punk è morto nel 1978, a Londra continua a vivere e a prosperare, basta solo sapere dove guardare. Situata nella zona di Ladbroke Grove, l’etichetta discografica Rough Trade Records contribuì al successo di alcune delle principali band pioniere del punk. Anche oggi continua a essere il trampolino di lancio per nuovi talenti. Durante il corso dell’anno, proporrà una serie di concerti nei suoi locali. Anche l’iconica sala 100 Club, che ospitò le performance dei The Clash e dei Sex Pistols, rimane attiva, con concerti quasi tutte le sere della settimana.
La mostra della British Library include una copia speciale di "God Save the Queen", il famoso brano dei Sex Pistols
Foto: Bikeworldtravel/Shutterstock.com
Non è solo la musica che continua a vivere. Il punk è stato più un atteggiamento che uno stile musicale, e la filosofia DIY (fallo da solo), che lanciò il movimento, continua a farsi sentire in tutta Londra. Nel 2016 arriva l’incoraggiamento rivolto ai punk, giovani e non, a organizzarsi per festeggiare l’emblematico anniversario. Cosa aspetti a salire sul palco?

Articoli correlati

L’estate perpetua

È molto più che un ristorante: è un parco, una terrazza, un festival musicale, uno "sport bar"... E la cosa...

Yorkshire, il dominio delle Brontë

Sono passati 200 anni dalla nascita di Charlotte Brontë, ma le lande desolate dell'Inghilterra del nord, come in tutti i...

Cork a ritmo di jazz

Birra scura e musica. Due dei simboli dell'isola di smeraldo si danno appuntamento al Guinness Cork Jazz Festival, che riunisce...