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Chef giramondo: con la cucina in spalla

Non preoccuparti se non puoi viaggiare fino ai migliori ristoranti del mondo. Tutto lo staff di ristoranti come Noma, Alinea o The Fat Duck si trasferisce temporaneamente da te.
Il ristorante Noma ha inserito Copenaghen nella mappa gastronomica del mondo, posizionandosi al primo posto tra i 50 migliori ristoranti del mondo. Il suo chef, René Redzepi, allora, affermò che la gente avrebbe viaggiato fino alla capitale danese solo per mangiare nel suo ristorante. E, in effetti, fu proprio così. Il Noma ha raggiunto il primo posto nel 2010, quando il Bulli chiuse i battenti. Fu il predecessore del turismo gastronomico nella capitale danese. Ferran Adriá ha fatto sì che le persone di tutto il mondo viaggiassero fino a un piccolo villaggio sulla Costa Brava, in Spagna, solo per assaporare la sua cucina modernista.
Tutto lo staff del Noma si è trasferito a Tokyo, dove ha aperto un ristorante nell'Hotel Mandarin Oriental.
Foto: Satoshi Nagare

Albert Adrià a Londra

Con i suoi ristoranti Tickets o Pakta, Albert Adrià ha trionfato a Barcellona con nuovi concetti di ristorazione. Nel 2016 ha trasferito per 50 giorni la sua cucina creativa nello storico hotel Café Royal di Londra. L'esperienza inizia con un cocktail all’Oscar Wilde Bar e continua nel The Domino Restaurant.

Adesso, Redzepi è stato uno di quelli che è riuscito a cambiare questa tendenza. Se non puoi viaggiare fino a Copenaghen, sono loro che si trasferiscono dove sei tu. Oltre a Redzepi, anche Heston Blumenthal (The Fat Duck) o Grant Achatz (Alinea) approfittano dei mesi di chiusura dei loro ristoranti per motivi di ristrutturazione, per spostare tutto lo staff, compresi i membri della famiglia, in un altro paese. Non si tratta di pop-up o di cene a quattro mani, bensì di collaborazioni occasionali nei ristoranti di altri chef. Modificano completamente la decorazione del ristorante o ne creano uno nuovo dal nulla, che aprirà solo poche settimane o mesi, con menù appositamente creati utilizzando prodotti locali.
“Adesso per me viaggiare è essenziale”, ha affermato Redzepi. “Cerco di adattare i migliori prodotti di altre culture gastronomiche, alla mia cucina”- Per questo ha chiuso il Noma fino al 2017, anno in cui aprirà una nuova sede a Copenhagen, con tanto di giardino urbano. Nel 2015 tutto lo staff si è trasferito presso l’Hotel Mandarin Oriental di Tokyo per cinque settimane. Nei primi mesi del 2016, ha aperto il Noma Australia nel porto Bangaroo di Sydney. “È molto emozionante per un cuoco provare nuovi sapori, come quelli che abbiamo trovato qui. I miei incontri con la comunità aborigena sono stati come viaggiare sulla luna. Il fuoco per loro è un elemento cruciale. Impareremo a domarlo per trovare un modo delicato di cucinare questi nuovi prodotti del mare e della costa australiana. Così una volta tornati a casa, magari saremo cuochi migliori grazie a questa esperienza”, assicura Redzepi.
Lo chef Albert Adrià ha scelto lo storico Café Royal di Londra per la sua prima esperienza fuori casa.
Ma lo sforzo di spostare un intero ristorante richiede una grande pianificazione e poter contare sulla collaborazione di partner locali. Nel 2016 per realizzare Alinea in Residence a Madrid, Grant Atchaz ha collaborato con l’Hotel NH Collection Eurobuilding. Ha potuto contare anche sulla collaborazione degli chef Dani García e Mario Sandoval. Il risultato è un adattamento, esclusivo in occasione di questa esperienza, del menù del suo ristorante Alinea di Chicago al patrimonio culinario spagnolo. Lo spazio è completamente nuovo e scompare con il trasferimento di Alinea nella sua successiva sede, Miami.
Il miglior ristorante del mondo, il Celler di Can Roca, nel 2015 ha percorso diversi paesi per scovare altre culture gastronomiche.
Foto: El Celler de Can Roca
Grazie a queste iniziative, sempre più persone hanno la possibilità di conoscere i migliori ristoranti del mondo. Inoltre, gli chef arricchiscono le proprie conoscenze attraverso nuovi prodotti e tecniche che poi utilizzano nei loro menù. “Non vogliamo fossilizzarci”, dice Achatz. “In questo modo possiamo sempre ripartire da zero. Quand’è che un ristorante ha l’opportunità di farlo?”

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