>>>È l'anno di mangiarsi Huelva
Oltre a ostentare il titolo di "Capitale Gastronomica", Huelva festeggia quest'anno il 525° anniversario della scoperta dell'America.
Foto: María Clauss

È l’anno di mangiarsi Huelva

Chocos (seppie), prosciutto, gamberi, fragole, vino... Huelva è stata nominata "Capitale Gastronomica Spagnola 2017". Dunque siediti a tavola: il banchetto sta per iniziare.
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Il Rocío, Matalascañas o Doñana si trovano a Huelva, la città più soleggiata della Spagna. Anche il gambero e il prosciutto fanno riferimento a questa provincia andalusa, spesso poco considerata dai turisti che affollano la “Costa del Sol”. Ma la “Costa de la Luz” ha molto da offrire e uno dei suoi punti forti è proprio il cibo: Huelva è la “Capitale Gastronomica Spagnola 2017”. Gli abitanti portano la propria passione per il cibo persino nel nome, anche se nessuno risponderà a questo appellativo. I nati a Huelva sono chiamati “choqueros”, termine ereditato da “choco” (“seppia” fuori dall’Andalusia), il mollusco caratteristico della provincia.

Huelva è nota per il prosciutto e per prosciutto si intende il “serrano”, con denominazione di origine a Jabugo, il famoso “pata negra”. Da questa zona della Spagna viene esportato il prosciutto più caro del mondo (4100 Euro l’uno) ma per assaggiarlo a prezzi più accessibili basta recarsi qui. Nella stessa Jabugo è possibile visitare l’azienda Cinco Jotas, che comprende un giro per lo stabilimento, una passeggiata per la dehesa (dove i maiali vengono allevati in libertà, alimentati a ghiande), a piedi o a cavallo, e una degustazione di prosciutto di ghianda Bellota, “100% ibérico”.

Fishermen on Isla Cristina
Il 95% dei pescatori di Isla Cristina si dedicano alla pesca dei gamberi in modo artigianale, venduti poi al mercato ittico.
Foto: Patronato Provincial de Turismo de Huelva.

La via del gambero

La "ruta de la gamba" (via del gambero) nasce ad Ayamonte e continua su Isla Cristina, importante paese di pescatori. Ad agosto arriva fino alla Feria de la Gamba (Fiera del Gambero), a Punta Umbría, con ristoranti come "El Camarón". Possono anche essere acquistati al mercato ittico e nei saladeros (stabilimenti destinati alla salatura). Il trucco sta nel cuocerli poco.

Aracena è il capoluogo della Sierra e il rifugio della Grotta delle Meraviglie: stalagmiti e stalattiti che formano la prima grotta turistica d’Europa, aperta nel 1914. Nel Parco Naturale “Picos de Aroche” o nei paesi con resti islamici, come Almonaster la Real, possono essere assaggiati i piatti tipici del luogo: panini con prosciutto ibérico di taglio “presa” o “pluma”, guance di maiale “ibérico” al Pedro Ximénez. A Fuenteheridos, Biarritz, un palazzo monumentale del XVIII secolo, offre soggiorni e ricchi piatti “choqueros”, dove il maiale è sempre il protagonista principale.

 

A fare concorrenza al prosciutto troviamo il gambero. Il mare, presente nella gastronomia, con i suoi chocos, i gamberi e le telline, rappresenta un segno distintivo di paesi come Mazagón, Punta Umbría o El Portil. Meritano una visita Isla Canela e Punta del Moral, porto di pescatori dove i gamberi arrivano al piatto subito appena dopo essere stati pescati: tutte le barchette del posto offrono pesce fresco.

‘Acánthum’, en Huelva.
"Acánthum" offre una cucina creativa, basata sui piatti di Huelva, ma con "diverse influenze, dando vita ad un'ampia gamma di sapori e texture".
Foto: ‘Acánthum’

A Huelva, ristoranti come “Portichuelo, “Juan José” e “Paco Moreno” spiccano grazie ai piatti tradizionali come i chocos con le fave e le polpette di choco. La Pepa o l’Acánthum fondono i prodotti locali con nuovi sapori. Il primo è specializzato in risotti e merluzzi; il secondo ha ottenuto la prima stella Michelin della provincia, proponendo piatti moderni ma “sempre di Huelva”. “Le nostre radici; senza tradizione non c’è evoluzione”, dichiarano.

El Condado e la Cuenca Minera sono zone che si distinguono per il vino e l’aceto. Avvicinarsi a Riotinto significa percorrere le miniere rossastre e il suo fiume, dello stesso colore del vino, studiato dalla NASA a causa delle somiglianze (per quanto riguarda certi minerali) con Marte. Bollullos, La Palma o Moguer sono i paesi giusti per comprare vino. In quest’ultimo, luogo di nascita del premio Nobel per la letteratura Juan Ramón Jiménez, la specialità è il vino dolce all’arancia, mentre nel paese vicino, Palos de Frontera, viene aromatizzato alla fragola. I fragoloni di Palos sono il simbolo di un paese famoso per il porto di partenza di Cristoforo Colombo, lo stesso viaggio in cui scoprì l’America. Qui è possibile vedere riproduzioni delle caravelle, così come il monastero in cui si riunì con i Re Cattolici.

Per completare il menù, la comarca di Andévalo si distingue per la cacciagione e i formaggi, soprattutto di pecora. Anche se il vero attore principale è lo strutto, protagonista di tutti gli stufati. La carne sotto strutto e servita fredda può essere gustata in paesi come Cabezas Rubias, Calaña o Valverde del Camino, famosi anche per il settore calzaturiero. A chiudere questo percorso gastronomico attraverso la provincia ci pensano i dolci: le torte di San Bartolomé de la Torre, speciali nella Confitería Rufino, una casa dolciaria artigianale fondata nel 1875 (Aracena), o i bollitos de leche (delle specie di brioches) della Confitería de la Victoria (Moguer) anch’essa di fine ‘800.

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