>>>Il "sakura" colora il Giappone

Il “sakura” colora il Giappone

Con l'arrivo della primavera, il Giappone diventa un'enorme nuvola rosa. E pare che a forza di osservarli, gli alberi arrossiscano.
H
o contemplato i ciliegi in fiore, ho dormito nel loro grembo, questo è stato il mio piacere”. Lo scrisse il poeta Buson, ma avrebbe potuto dirlo qualsiasi giapponese, perché oltre il 60% della popolazione nipponica ogni primavera si presenta all’appuntamento con i ciliegi. Si chiama “hanami”, e sebbene non esista una traduzione letterale, può essere spiegato come la contemplazione della fioritura dei ciliegi (“sakura”).
"Hanami" deriva da "hana" (fiore) e "mi" (dal verbo "miru", osservare). Letteralmente vuol dire "osservare il fiore".
Tra fine marzo e i primi di aprile, si verifica la fioritura dei ciliegi, ma l’attesa inizia prima: a partire dalla fine di gennaio, le previsioni del tempo su tutti i mezzi di comunicazione pubblicano mappe che informano, minuto per minuto, sulle previsioni della fioritura in tutte le regioni del Giappone. L’applicazione meteorologica Weathernews Touch è stata scaricata 13 milioni di volte. Qui è possibile consultare il Sakura Channel, che permette all’utente di ricevere avvisi quando i suoi luoghi preferiti iniziano a fiorire.
 
Il "dango" di tre colori è tipico di questa festa. Il rosa simboleggia la primavera, il bianco l'inverno e il verde l'estate.

Per tutti i gusti

Si stima che in Giappone ci siano più di 600 varietà di "sakura", tra specie autoctone e ibride. La più popolare è la "Somei-Yoshino', una varietà rosacea a cinque petali che ha cominciato a diffondersi a partire dal periodo Meiji (1868-1912).

Il “sakura” segna l’inizio della primavera, ma per i giapponesi è soprattutto una metafora: rappresenta la bellezza effimera e la fragilità della vita. L’esplosione rosa non dura più di dieci giorni, ma si esprime al massimo. I giardini delle città si riempiono di una moltitudine di ammiratori che si godono un tranquillo pic-nic circondati dai fiori. Si tratta di un’attività di gruppo: si riuniscono coppie, amici o colleghi. Addirittura le aziende inviano con anticipo i dipendenti a prenotare un posto. Passeggiano, si tolgono le scarpe, mangiano e bevono tutto il giorno. La festa continua di notte, cantando sotto i ciliegi illuminati. E questa immagine così bucolica finisce per trasformarsi in sfrenatezza, perché il sake e la birra scorrono in abbondanza.
Il "sakura" è per i giapponesi l'inizio di una nuova vita. L'anno fiscale e l'anno scolastico iniziano nel mese di aprile.
Il “hanami” si celebra praticamente in qualsiasi angolo del Giappone, ma ci sono luoghi che ormai sono dei classici. La maggior parte sceglie il Monte Yoshino, che ha più di 30.000 ciliegi che ricoprono la montagna. Il Parco di Ueno è perfetto per i più impazienti, poiché i suoi ciliegi fioriscono un paio di giorni prima che negli altri posti. Dal Parco Chidorigafuchi si può assistere allo spettacolo da una barca sul lago, mentre il Shinjuku Gyoen National Garden possiede più di una dozzina di varietà di ciliegi. Nelle vicinanze si trovano i grandi magazzini Takashimaya. Qui si possono acquistare piatti specificamente ideati per l’occasione del “hanami”. Un dolce tipico è il “dango” di tre colori, noto come “hanami dango”.
Il “hanami” è un vero e proprio evento, ma per goderselo bisogna essere previdenti. Un corrispondente incaricato delle previsioni del tempo deve recarsi qualche giorno prima al santuario Yasukuni di Tokyo. I suoi ciliegi segnano l’inizio del “sakura”. Comunica ora dopo ora l’avanzamento della fioritura. Qualsiasi novità diventerà la principale notizia su tutti i mezzi di comunicazione. Quindi i fiori inizieranno ad apparire e scomparire. E così, come la bellezza fugace, tutti vorranno catturarla.

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