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Luoghi da Oscar

A febbraio Los Angeles diventa il luogo in cui si riuniscono le destinazioni più belle del pianeta e gli scenari cinematografici da premio Oscar.
Non è previsto nessun premio Oscar per il miglior scenario o location cinematografica. Ma dovrebbe esistere. La location cinematografica fa parte della storia e della leggenda di molti film famosi. A volte sono parte integrante del cast tanto quanto gli attori. Alcuni dei film vincitori degli Academy Awards ne sono la dimostrazione.
I paesaggi del Kenya fanno da sfondo alla storia d’amore tra Meryl Streep e Robert Streep, che Sidney Pollack diresse in “La mia Africa”. Girare nella stessa casa in cui visse la scrittrice Isak Dinesen, la protagonista della storia, aiutò a rendere il film una pellicola da ricordare. Un altro film parzialmente ambientato in Africa, “Il paziente inglese” (1996), inizia con belle immagini di dune filmate nel Sahara tunisino. Mentre le scene dei campi e delle chiese rinascimentali girate a Pienza, a Montepulciano e a Versilia, servirono per mostrare al mondo la bellezza rurale della Toscana italiana, una delle destinazioni preferite dal cinema.
"Io e Annie" è "il copione più divertente di tutti i tempi", secondo il sindacato di sceneggiatori americani (WGA).
Le dune del deserto della Giordania furono scelte in questa occasione perché Peter O’Toole interpretasse magistralmente, montato sul suo cammello, “Lawrence d’Arabia” (1962). Per ricreare gli interni dei palazzi arabi, il regista David Lean utilizzò diverse località a Siviglia (Spagna).
Se i paesaggi africani sono stati i protagonisti di grandi e mitici film, una delle saghe più spettacolari degli ultimi anni, “Il Signore degli Anelli”, è senza dubbio legata alle montagne innevate e alle verdi valli della Nuova Zelanda. Il regista Peter Jackson lo sapeva bene, dal momento che era nato lì.
La prima stella della Walk of Fame è stata del regista Stanley Kramer nel marzo del 1960.
Foto: Andrew Zarivny / Shutterstock.com
Quando la finzione rimette in scena storie reali, girare nelle location in cui si svolsero gli eventi, garantisce credibilità e successo. Per non parlare dei problemi di produzione che è possibile evitare. Anche se non è sempre facile ottenere quanto desiderato. Fortunatamente per Bernardo Bertolucci, le autorità cinesi gli dettero il permesso di girare “L’ultimo imperatore” (1987) nei palazzi imperiali della Città Proibita, a Pechino.
Audrey Hepburn fu la protagonista di "My Fair Lady", ma la cantante Marni Nixon doppiò la sua voce nelle canzoni del film.
Così come “L’ultimo imperatore”, anche “Braveheart” (1995) vinse l’Oscar al Miglior Film. Il suo regista e protagonista Mel Gibson decise di girare le gesta dell’eroe dell’indipendenza della Scozia, William Wallace, nei paesaggi mozzafiato di Glencoe e Glen Nevis, nelle Highlands scozzesi, dove il personaggio lottò e venne ucciso. Un altro film epico girato in ambienti naturali è “Balla coi lupi” (1990). Nelle pianure del Sud Dakota, dove Kevin Costner girò questa storia d’amicizia tra un soldato e gli indiani, ancora sopravvivono colonie di bisonti americani.
Anche le location urbane hanno svolto un ruolo importante in molti film. Il cinema di Woody Allen non sarebbe lo stesso senza New York. “Io e Annie” (1978) è uno dei film che meglio ritrae la città. Grazie ad esso, Woody Allen vinse i primi due Oscar, come regista e sceneggiatore. Anni dopo, Parigi gli regalò un’altra statuetta. “Midnight in Paris” (2011) è uno dei tanti film ispirati alla capitale francese, sicuramente una delle città più cinematografiche del pianeta. Anche se, in questo senso, Roma non è da meno. Con un titolo come “Vacanze romane” (1953), il film interpretato da Audrey Hepburn e Gregory Peck aveva già l’Oscar assicurato nel cuore di tutti gli spettatori.

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