>>>Luoghi per tornare indietro nel tempo
Foto: Carlos Luján

Luoghi per tornare indietro nel tempo

Mercatini, alberghi, negozi e ristoranti "vintage", dove gli orfani della macchina del tempo possono ritrovare l'atmosfera delle epoche passate e sentirsi come a casa loro.
I
giovani inglesi piombano su Portobello Road per comprare giacche militari e delicati vestiti edoardiani fatti a mano che, per di più, indossano in pubblico”, diceva un editoriale del “New York Times” nel 1967. Per la società consumista post Seconda Guerra Mondiale, l’usato era sinonimo di povertà. Ma i giovani “mod” londinesi e gli “hippies” di San Francisco trovarono negli oggetti di seconda mano un modo per affermare la propria individualità. I nuovi movimenti musicali e sociali degli anni sessanta e settanta fecero dell’usato un vero e proprio stile.
La decorazione di Laura González, per la pizzeria Margherita, non dà l'impressione tipica del ristorante italiano.
Foto: Carlos Luján

Mercatini per "vintage lovers"

Frock me! Vintage Fair raccoglie da 15 anni, nel Chelsea Old Town Hall, vestiti di designer degli anni '20 e '50. I cacciatori di oggetti "vintage" si danno appuntamento tutti i sabati al Cabbage&Frocks Market a St. Marylebone Church e la domenica a Brick Lane.

Da allora, giovani e non più giovani, si recano ai mercatini londinesi di Portobello, Spitalfields o Camden, in cerca di vestiti usati e oggetti di altre epoche. Attori e cantanti frequentano i negozi vintage di New York, “Le Gioie di Bortolo” di Venezia, specializzata in gioielli italiani, l’”Absolute Vintage” e il “Retromania” di Londra. La popolarità e il valore di cui godono i vestiti, gli accessori e le decorazioni vintage, provocano un conseguente aumento dei suoi prezzi. Lo stile “vintage” è sfociato nel retro o repro, ovvero, oggetti nuovi che imitano stili di altre epoche.
Chi invidia le spensierate vacanze dei Rockefeller e dei Vanderbilt, può alloggiare al The Breakers Palm Springs. Costruito nel 1896, negli anni ’30 è stato ricostruito, prendendo come modello il Palazzo dei Medici di Firenze. Conserva i tetti dipinti da artisti italiani, i suoi giardini e le fontane. Sono state aggiunte piscine con vista sull’oceano e un bar in stile Saint Tropez. “Vintage” su “vintage”.
Ma se non si ha la disponibilità per un hotel storico perfettamente conservato, si può ricorrere all’inventiva. Completamente nuovi, luoghi come l’Hotel Paradis di Parigi o il Siam Hotel di Bangkok, propongono atmosfere di altre epoche per far sentire speciali i loro ospiti. Per i nostalgici dei videogiochi, ad Amsterdam esiste un hotel ideato appositamente per loro. L’Arcade Hotel mette a disposizione dei suoi clienti videogiochi e consolle di tre decenni fa, dall’Atari al Gameboy. Nella hall troverete simulatori di guida e macchine di “Donkey Kong”, nonché “PacMan”.
I mercatini di oggetti usati rappresentano dei luoghi di svago in molte città come Londra, Roma, Parigi o Madrid.
Foto: Carlos Luján
L’estetica “vintage chic” si è impossessata soprattutto di ristoranti e caffetterie. Da Copenaghen a Buenos Aires è facile imbattersi in pareti scrostate, divani Chesterfield in pelle, tavoli di legno rustici e lampade industriali. Questo stile si combina molto bene con le tendenze gastronomiche di cucina organica e di mercato. Il Tavolo Verde, a Madrid, vende sia caffè organico che mobili.
L'hotel Raleigh di Miami conserva il "glamour" degli anni cinquanta.
Il Margherita St. Germain non è il tipico ristorante italiano. Si trova a Parigi, ed è una via di mezzo tra un pub e una macelleria per gli amanti della pizza. Il Fahrenheit di Mosca è uno dei ristoranti preferiti dai VIP della città. Trionfa la nostalgia per i ritmi lenti di un tempo, quando gli oggetti venivano trattati con cura e lasciati in eredità, rispetto alla sempre più rapida obsolescenza tecnologica.

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