>>>Malesia per fuggire dalla routine (di viaggio)

Malesia per fuggire dalla routine (di viaggio)

Se hai voglia di una vacanza esotica, ma non sopporti la classica foto sul posto più tipico, la Malesia è il luogo che fa per te. Ti presentiamo quattro destinazioni atipiche per coloro che vogliono fuggire dalle scelte convenzionali.
I

l turismo mondiale ha raggiunto 1.400 milioni di viaggiatori nel 2018, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Di questo passo, come potremo goderci una spiaggia paradisiaca o fare un “selfie” con (inserisci qui il monumento che preferisci) senza che nessuno appaia dietro? Facile: visitando la Malesia. Luoghi come Langkawi o Sipadan, l’isola che Jacques Cousteau definì “un’opera d’arte intatta”, ti invitano a uscire dalle rotte stabilite e cercare destinazioni più originali. Ecco un piccolo esempio di ciò che troverai.

Sipadan
Foto: Jesse Schoff/Unsplash.com
La regina di Sabah

La natura è colei che governa in questo stato situato a nord-ovest del Borneo. Oltre all’isola di cui si innamorò Cousteau, a Sabah possiamo trovare santuari naturali, foreste abitate da oranghi e la prima “via ferrata” dell’Asia, un sentiero che sale al Monte Kinabalu fino a raggiungere i 3.800 metri. Nella riserva naturale di Kabili-Sepilok è anche possibile seguire diversi sentieri, questa volta tra mangrovie e foreste pluviali. Qui si trova un centro di riabilitazione per oranghi, dove oggi vivono tra 60 e 80 esemplari.

Se preferisci la natura sottomarina, alcuni dei migliori punti di immersione si trovano vicino all’Isola di Sipadan (quella di Cousteau), nel Tun Sakaran Marine Park e nell’isola di Lankayan. Nelle sue acque cristalline ti aspettano squali balena, barracuda e barriere coralline.

Ipoh
Foto: John T/Unsplash.com
Ipoh: destinazione per chi viaggia zaino in spalla

La capitale dello stato di Perak è recentemente entrata nel circuito turistico mondiale. La città, una delle più grandi della Malesia, si trova in un affascinante processo di restauro che ha trasformato vecchi edifici coloniali in ristoranti e caffetterie bohémien e case d’epoca in hotel boutique. La sua architettura signorile risale ai tempi dell’estrazione dello stagno, quando si guadagnò il soprannome di “la città dei milionari”. Il ricordo di quei giorni di gloria è protagonista nello storico percorso “Ipoh Heritage Trail”, che passa, tra l’altro, dall’antica stazione ferroviaria conosciuta come Taj Mahal e dalla famosa strada di Concubine Lane, che secondo le leggende locali fu costruita da un magnate della città per le sue tre mogli (o per permettere ai ricchi di incontrarsi con le loro amanti). Oggi è un buon posto per assaporare alcune delle prelibatezze che hanno trasformato Ipoh in un paradiso “foodie”… e per gli amanti del caffè. Provare il suo caffè bianco, il “Kopi putih”, preparato con fagioli tostati in margarina e accompagnato da latte condensato, dovrebbe essere obbligatorio.

Dayang Bunting
Foto: Turismo de Malasia
Le 99 isole di Langkawi

Ci sono molte ragioni per scegliere come destinazione questo arcipelago a nord-est della Malesia. Le spiagge vergini, come quelle di Pulau Beras Basah, sono senza dubbio le più convincenti. Ma c’è di più. Nel 2007, l’Unesco lo ha dichiarato Geoparco Globale per i suoi paesaggi millenari e per avere una delle foreste pluviali più antiche del pianeta. Luoghi quasi disabitati come il lago di Dayang Bunting o il parco marino di Pulau Payar invitano a esplorare e lasciarsi trascinare, soprattutto dai turbinii di pesci che popolano quest’ultimo. È anche possibile fare escursioni, come quella che attraversa le mangrovie del Mare delle Andamane, che colorano di verde tutto ciò che trovano; o quella che naviga sul fiume Kilim, con una sosta speciale per dare da mangiare alle aquile sulla riva.

Per vedere tutto da un’altra prospettiva, dovremo scalare la montagna Mat Cincang, a piedi o in funivia, o fare un tuffo nelle piscine e nelle cascate di Seven Wells (Telaga Tujuh per i locali). Ah! E l’isola è anche molto economica. È conosciuta come “l’isola del duty-free”.

George Town
Foto: Turismo de Malasia
Instagramer a Penang

Ti abbiamo detto che avremmo evitato i luoghi comuni e le tipiche foto da instagramer, ma a George Town non potrai resistere. Le strade della capitale dell’isola di Penang sono diventate la tela preferita dagli artisti di street art. Gatti giganti, personaggi di fumetti realizzati con fil di ferro e graffiti in tre dimensioni appaiono ad ogni passo, grazie a progetti come “Marking George Town”. I più fotografati sono quelli che incorporano elementi del paesaggio urbano, come una moto o un’altalena, per permettere ai visitatori di sedersi ed essere parte dell’opera d’arte. Una foto totalmente social, ma almeno, con uno sfondo diverso rispetto al resto di milioni di turisti.

E per informazione: dimentica le tipiche calamite da souvenir. Troverai il miglior souvenir nei tradizionali mercati di Penang. Gli artigiani realizzano piccoli tesori da generazioni. Mobili di canna, gioielli fatti a mano, spezie locali e “batik sarong” (parei) ti aspettano a Little India, nel mercato notturno di Jelutong e in negozi come 41 Living Story o Seang Hin Leong.

Scopri tutto ciò che ti aspetta in Malesia questo 2020.

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