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Modena, per abbuffarsi

Oltre all'aceto, Modena propone un'infinità di piatti da provare, per un fine settimana gastronomico. Alcuni di questi si trovano nel miglior ristorante del mondo: l'Osteria Francescana.
“La nostra cucina è un contrasto di idee, culture, tecniche e gesti”. È così che si definiscono nell’Osteria Francescana, guidata dallo chef italiano Massimo Bottura. A giugno è stato eletto miglior ristorante del mondo, durante il galà che precede la pubblicazione della prestigiosa lista dei 50 migliori ristoranti del pianeta (The World’s 50 Best Restaurants). Ha tolto il podio al Celler di Can Roca, a Gerona (Spagna). Joan Roca ha dichiarato che il suo “avversario” ha “un’anima gastronomica, autenticità, amore per la sua terra, prodotti, tradizioni e una visione d’avanguardia”.
Gli aceti di Modena dei supermercati hanno l'aggiunta di caramello, mentre quelli tradizionali si fanno con mosto cotto di uva.

È anche una rotta automobilistica

Sono molti quelli che si recano a Modena per il suo legame con le automobili. Marche prestigiose, come Maserati, Lamborghini o Ferrari, hanno qui le proprie radici. Il museo della Ferrari è uno dei più visitati e si trova a Maranello, a circa quaranta minuti da Modena.

Bottura è il primo italiano a ottenere questo riconoscimento. E non è stato del tutto una sorpresa, visto che l’anno scorso era arrivato secondo. È l’esempio che in Italia regna la buona gastronomia, ma non si tratta solo di questo: “Ogni piatto è la ricostruzione di un’idea, un ricordo, un gioco di parole o un sorriso ironico, magari dettato da un gesto singolare”.
Il “Miglior Ristorante del Mondo” secondo quasi 1000 esperti gastronomici si trova a Modena, in Italia. Una piccola cittadina dell’Emilia Romagna famosa per il suo aceto. Ci sono circa 50 fabbriche , come quella di Giorgio, o l’Azienda Villa di Corlo. È consigliata una visita. Non sono macro industrie, piuttosto spazi nelle soffitte delle abitazioni.
Nel ristorante consigliano il menù degustazione.
Modena è conosciuta anche per i suoi salumi: il suo prosciutto è, insieme a quello di Parma, uno dei più apprezzati; o il culatello di zibello, che viene bollito in uno stufato di lenticchie la notte di Capodanno. Se in Italia il “take away” di pizze è molto in voga, la stessa formula vale anche per i salumi: panini in piazza del Duomo. Uno spazio senza pretese, in una delle costruzioni romane più importanti dell’Emilia Romagna. Il suo campanile, la Torre Ghirlandina, è alto più di 86 metri ed è il simbolo della città: è visibile da qualsiasi punto. Si dice che il suo nome si deve alla somiglianza con la Giralda di Siviglia, in Spagna.
Osteria Francescana, da otto anni tra i primi cinque migliori ristoranti al mondo.
A Modena si può gustare una cena a base di gnocchi presso la Trattoria Madonnina, un ristorante del 1974, con sede in un edificio dell’800. I tortellini e i tortelloni ripieni, specialmente di ricotta e spinaci, sono il piatto tipico. I primi, più piccoli, si servono in brodo. Un altro ripieno tipico è il pesto modenese, ovvero una crema a base di lardo, rosmarino e aglio, mischiati con parmigiano. Anche la pasta può funzionare da ripieno, come nei tortini di parmigiano. L’Antica Moka è un altro locale tradizionale. Si tratta di un ristorante diretto da Anna Maria Barbieri, che si basa su ingredienti naturali, come quelli coltivati nel giardino, o quelli della latteria familiare.
Ma solo pasta. Il bollito di carni o il filetto all’aceto balsamico sono certamente valide alternative. Anche il Danilo, vicino al Duomo, è una buona scelta. Fondato nel 1934 – Danilo è entrato come cameriere a soli 14 anni, nel 1960 – è noto per “l’equilibrio tra la qualità dei suoi piatti, la cordialità, la semplicità del servizio e il prezzo finale”.
Ma il coronamento di un fine settimana di grandi aromi e gusto è dato dal dolce. Sono due le alternative: la zuppa inglese, di crema pasticciera e biscotto bagnato nel liquore, e la crostata di amarene.  Un sogno gastronomico, come direbbe Massimo Bottura.

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