>>>Punk rurali ed avventure per "millennial" a Sabah

Punk rurali ed avventure per “millennial” a Sabah

Viaggiare seguendo l'istinto e l'improvvisazione, entrare in contatto con antiche tribù, vivere la giungla e farsi un tatuaggio come ricordo di questa esperienza. Sabah è la nuova destinazione di moda in Malesia, "solo per veri viaggiatori".
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ase dai tetti di paglia bruciati dal sole, cappelli a cono tra i campi di riso, lunghi orecchini di perline e tatuaggi tribali. Sabah è la meta perfetta per la generazione dei “millennial” e per il loro desiderio di viaggiare in luoghi significativi fuori dai circuiti più comuni. Con più di 30 etnie e oltre 80 dialetti locali, Sabah soddisfa il loro bisogno di connettersi con le persone e con la cultura della destinazione verso cui viaggiano.

Amanti dell’avventura e dalla vita selvaggia arrivano all’estremo nord del Borneo, lo stato più orientale delle Malesia, dove il 55% del territorio è coperto da foreste equatoriali, piene di strani animali e circondate da montagne che si fanno spazio tra le nuvole. La sua capitale Kota Kinabalu, conosciuta come KK, è una città costiera presieduta dal maestoso Monte Kinabalu (4.095 metri), che funge da punto di partenza per esplorare il resto dello stato. Prima di lasciarsi scortare dalle guide locali che invadono l’aeroporto chiedendo se “hai intenzione di scalare la montagna?”, vale la pena immergersi nella cultura locale della capitale. Nei mercati alimentari, aperti giorno e notte, è possibile assaporare insoliti piatti a base di pesce e di carne dalla zona, come coccodrilli e mante. Accanto alla confusione delle bancarelle alimentari coesistono moderni locali in stile “hipster”, dove non mancano una connessione Wi-Fi e uno schiumoso caffè, come ad esempio Woo!, un ristorante che serve suggestivi piatti come l’agnello pressato con funghi enoki fritti.

Niño subido a las palmeras en Sabah
Le foreste tropicali di Sabah non sono mai state soggette ad importanti cambiamenti climatici.
Foto: Kulimpapa/visualhunt.com

Per una esperienza completa a KK occorre prendere lezioni di cucina in uno dei suoi mercati, visitare i tatuatori del Borneo, o entrare in contatto con la Pangrok Sulap, i sedicenti punk rurali di Sabah. Si tratta di un collettivo di artisti locali, musicisti ed attivisti che cercano di proteggere le popolazioni tribali e le specie animali in pericolo di estinzione attraverso l’arte. “Qui a Sabah, l’industria dell’artigianato tribale è ancora molto viva”, dice Rizo Leong, uno dei membri della Pangrok Sulap, il cui nome deriva dalla pronuncia locale di “punk rock” e “sulap”, un tipo di casa di campagna usata dai contadini di Sabah.

La città lascia il posto alla natura che si fa strada nella foresta più antica del mondo. I boschi di Sabah pullulano di specie come il rinoceronte di Sumatra, le scimmie Narigudo, l’orso malese o il famoso orango del Borneo. Luoghi eccezionali dove fare camping tra orchidee, alberi giganti e cascate che possono essere raggiunte attraverso passerelle sospese tra gli alberi. Oltre al Parco Nazionale di Kinabalu, la Valle del Danum, Tabin e Sepilok sono altre località imperdibili per scoprire la magia del “verde smeraldo”.

La ricerca di luoghi remoti a Sabah può estendersi fino all’estremo nord, nella regione di Kudat. Lì ci aspetta una grande biodiversità, dentro e fuori dall’acqua, in spiagge nascoste come Pantai Avoi, dove la maggiore attività a cui è possibile assistere è una noce di cocco che cade da un albero. Proprio sull’estremo opposto, a sud-est, emerge il parco marino dell’isola di Sipadan, la migliore zona dove fare immersioni e conoscere l’etnia Bajau Laut, un’affascinante comunità di zingari di mare che sopravvive completamente grazie alle risorse marine subacquee.

Case dei Bajau Laut a Sipadan
Sebbene siano nomadi, i Bajau Laut vivono in mare e normalmente non mettono piede in terraferma.

Avvicinarsi alla vita di questo peculiare popolo vuol dire avvicinarsi a quella parte di Sabah che la Pangrok Sulap si sforza di mostrare: “dire ciò che deve essere ascoltato, rivelare ciò che deve essere trovato”.

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