>>>Sarlat "gourmet": dritto al fegato

Sarlat “gourmet”: dritto al fegato

La capitale del Périgord Nero si visita con l'acquolina in bocca. Gioielli gastronomici, come il suo "foie gras", attirano ogni anno oltre un milione di visitatori.
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uidati solo dal loro appetito, un milione e mezzo di affamati “gourmet” si danno appuntamento ogni anno per le strade medievali di Sarlat. Si muovono in brevi pellegrinaggi tra i suoi allevamenti di oche e i castelli agricoli, i suoi terreni da tartufo, i mercati e ristoranti di stagione a chilometro zero. Nel 1790 la provincia francese di Périgord venne ribattezzata “Dordogna”, una zona oggi divisa in quattro regioni, che sembrano richiamare un pantone: il Périgord Verde a nord, il Périgord Bianco al centro, il Périgord Viola a sud-ovest e il Perigord Nero a sud-est, con un nome che fa riferimento alle sue oscure foreste. “Forse un giorno la Francia cesserà di esistere, ma il Périgord sopravvivrà, come sopravvivranno i sogni dei quali si nutre l’anima umana”, scrisse il romanziere americano Henry Miller.
Durante la Festa del Tartufo (Fête de la Truffe) vengono organizzate conferenze culinarie presenziate da prestigiosi chef, così come degustazioni.
Il Nuovo Testamento gastronomico, quello dei ristoranti e delle stelle Michelin, omette la sua importanza all’interno del panorama “gourmet”, ma Sarlat e il Périgord Nero spiccano tra il resto delle tradizionali materie prime. Il suo programma di atti celebrativi è organizzato in base ai suoi gioielli culinari. A gennaio si svolge la Festa del Tartufo (terzo fine settimana), a febbraio si svolge la Festa dell’oca (terza domenica), a maggio le Giornate del Territorio e il 27 settembre la Giornata dei Sapori e della Gastronomia.
 
Gli allevamenti di oche sono una delle maggiori attrazioni turistiche.
Questo itinerario del gusto si svolge nella città medievale di Sarlat, che possiede il maggior numero di edifici storici protetti per metro quadrato in Europa: più di 65 nel raggio di un chilometro. Oltre a una frenesia di aromi e sapori, il viaggiatore visita diversi punti architettonici di riferimento, che includono palazzi gotici e rinascimentali, in cui spiccano i tetti in ardesia e le facciate color ocra. Il tour risulta particolarmente affascinante al tramonto, con le strade deserte e illuminate da candele e lampade a gas.
Il vicino villaggio di Beynac-et-Cazenac è stato costruito su una scogliera lungo il fiume Dordogna.
La gastronomia di Sarlat si è impossessata recentemente dell’antica parrocchia di Santa Maria, trasformata in un mercato coperto dai soffitti a volta, che porta la firma dell’architetto Jean Nouvel, che trascorse qui la sua infanzia. È opera dell’architetto anche il campanile, dove un ascensore panoramico in vetro offre delle fantastiche viste.
Il suo microuniverso “delicatessen” spazia dall’allevamento di oche, ai gioielli dei suoi “châteaux” agricoli: “foie”, “confit”, tartufi, castagne, funghi, fragole, “cabécous” (formaggio di capra), ecc. Prodotti che si mostrano il mercoledì mattina e il sabato (durante l’intera giornata) al mercato popolare in Place de la Liberté, e nei negozietti gastronomici qualsiasi giorno della settimana. A Sarlat non si acquistano calamite o portachiavi. I souvenir per eccellenza sono i barattoli, le scatole e le terrine di conserve fatte a mano, che ti permetteranno di continuare a degustare i sapori della regione anche dopo aver completato questo viaggio del gusto.

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