
Abu Dabi senza sosta
d Abu Dabi si vive di corsa. Non tanto quanto le vetture della Formula 1, che dal 2009 corrono a tutta velocità sul circuito di Yas Marina, ma quanto basta per far sì che la città abbia trasformato in meno di 60 anni le sue case di mattoni e canne in grattacieli di vetro e alberghi a cinque stelle. La magia dei petrodollari ha trasformato questo insediamento di origine nomade in un centro finanziario, con un numero infinito di Rolls Royce e Maserati.
Abu Dabi in arabo significa “terra di gazzelle” e forse questo ha a che fare con il ritmo vertiginoso con il quale ha portato avanti il suo sviluppo urbanistico. Uno degli esempi più spettacolari è Saadiyat, un’isola che accoglierà le opere degli architetti più prestigiosi del mondo in 27 chilometri quadrati. Le succursali arabe del Guggenheim e del Louvre, progettate rispettivamente da Frank Gehry e Jean Nouvel, condividono la scena con lo Zayed National Museum di Norman Foster. Completano l’offerta culturale il Museo Marittimo di Tadao Ando e il Centro di Arti Sceniche della defunta Zaha Hadid. Lusso e cultura che lasciano presagire una crescita turistica simile a quella della vicina Dubai.

Ritmi opposti
La vita accelerata della città è in contrasto con la quiete del deserto Rub Al Khali, dove il tempo sembra essersi fermato tra le sue dune. Per esplorarlo con la calma che merita, l’ideale è alloggiare a Qasr Al Sarab, un complesso di lusso che imita una fortezza araba nascosta tra la sabbia.
Ma la capitale degli Emirati Arabi Uniti non è fatta solo di design ultramoderni di architetti rinomati. L’oro nero ha il suo riflesso sull’impeccabile marmo bianco della Grande Moschea Sheikh Zayed. Inaugurata nel 2007, è costituita da più di 1.000 colonne e 82 cupole, una costruzione che combina diversi stili islamici. Lampade ricoperte in oro 24 carati e il tappeto tessuto a mano più grande del mondo, adornano questo luogo sacro per i musulmani.
Il Ferrari World è un’altra delle attrazioni principali, un vero e proprio elogio della velocità. Il parco tematico al suo interno è il più grande del mondo e omaggia la casa automobilistica italiana con uno spazio di oltre 86.000 metri quadrati. È stato costruito in soli tre anni e nella fabbricazione del suo tetto è stata utilizzata una quantità di alluminio pari a 16.750 automobili. Formula Rossa, la montagna russa più veloce del mondo, aggiunge un po’ di adrenalina in più, permettendo di sperimentare ciò che sentono Vettel e Räikkönen quando pilotano la propria monoposto.

Questo bisogno di vivere intensamente viene trasmesso anche ai visitatori. Scalo abituale per i lunghi voli, gli stessi uffici turistici promuovono visite mordi e fuggi. “Anche ciò che è breve può essere bello” reclamano le brochure, presentando diversi itinerari in base al tempo di cui dispongono i passeggeri. Un visto speciale per i passeggeri in transito permette di esplorare la città fino a un massimo di quattro giorni, mentre linee aeree come Etihad Airways si occupano di gestire le prenotazioni degli alberghi e delle attività, per rendere lo scalo ancora più comodo.

Tuttavia Abu Dabi può essere visitata anche senza fretta. È possibile, ad esempio, percorrere con calma gli otto chilometri del lungomare della città, conosciuto come Corniche, oppure salire in cima all’Osservatorio delle Etihad Towers e apprezzare la metropoli dall’alto, o ancora, i buongustai potranno partecipare al tradizionale rituale del caffè nel sontuoso hotel Emirates Palace. Il suo Palace Capuccino va sorseggiato lentamente, viene spolverato con delle scaglie d’oro 24 carati e a nessuno piace strozzarsi con un pezzetto di oro.









