>>>Perché Vienna è sempre stata cool
Foto: Hadock_ via VisualHunt.com / CC BY-NC-SA

Perché Vienna è sempre stata cool

A Vienna puoi essere l’Impetratice Sissi e mangiare torta Sacher, mentre passeggi per i palazzi. Oppure puoi essere Christina Steinbrecher-Pfandt, la direttrice artistica di viennacontemporary.
V

ienna non ha mai smesso di essere bohèmien, né quando Mozart suonava nella Sala degli Specchi del Palazzo di Schönbrunn, né quando Freud sbalordiva i più puritani con le sue teorie sulla mente umana. Ciò che è alternativo ha sempre trovato spazio in questa città dall’eleganza e dalle forme impeccabili. Basti pensare a la Hundertwasserhaus che, nonostante tutti i suoi angoli (storti) sia una sfida al politicamente corretto, fa parte del patrimonio artistico della capitale austriaca. Il distretto 3 trasmette il messaggio che esiste un’altra Vienna, ben oltre i limiti di Ringstrasse.

Proprio in questa strada, nascosto tra i monumentali edifici di taglio storico, si trova il Palazzo della Secessione, simbolo del movimento modernista guidato da Gustav Klimt. La sua costruzione, avvenuta tra il 1897 e il 1898, fu promossa dagli stessi creatori, che abbandonarono la conservatrice Künstlerhaus per dare vita a una nuova unione di artisti. Oggi continua a essere una galleria indipendente diretta da artisti, l’unica di questo tipo in Austria. Piattaforma di lancio per giovani sperimentali, è uno dei posti imperdibili di Vienna secondo Christina Steinbrecher-Pfandt, direttrice artistica della fiera internazionale d’arte viennacontemporary che si prepara a una nuova edizione, il prossimo autunno. Per il terzo anno consecutivo, si terrà a Marx Halle, un ex mercato dallo stile industriale trasformato in spazio eventi.

 

The Secession Building
Il Palazzo della Secessione è coronato da una cupola d’oro, conosciuta come “il cavolo dorato”.
Foto: Stefan Steinbauer/Unsplash

Leopoldstadt: in costruzione

L’avanguardia urbanistica viennese ha la forma di una torre ed è stata progettata da Dominique Perrault. Il primo grattacielo di Donau City è il più alto della città. In questa zona ha lasciato le impronte anche Jean Nouvel, il modernissimo Sofitel Stephansdom. Anche Zaha Hadid, Hitoshi Abe e Peter Cook hanno contribuito a trasformare Leopoldstadt in un quartiere alla moda.

Tra i luoghi raccomandati da Christina Steinbrecher-Pfandt c’è anche il Quartiere dei Musei, uno dei complessi culturali più grandi del mondo, con 60.000 metri quadrati di musei, ristoranti, caffè e negozi. Si impone all’attenzione per l’ambiente animato, soprattutto da maggio a settembre, quando l’agenda di eventi e le terrazze sono sempre piene. È proprio lì che sarà installato il Wamp Design Market, dove 150 designer austriaci esporranno le loro opere fatte a mano: borse, gioielli, accessori e perfino giocattoli di design.

 

Se dovessi perdertelo (ci sarà solo per tre giorni: 24 giugno, 2 settembre e 7 ottobre) non preoccuparti: ti trovi nel quartiere giusto. Neubau, conosciuto come distretto 7, è una delle zone più alla moda, dove i creativi si danno appuntamento per il brunch e dove Airbnb raccomanda di soggiornare. Il ristorante Die Liebe, creato nel cuore di un mercato di prodotti organici (ovviamente), è uno di quei nuovi locali che hanno ringiovanito il quartiere. Segno che l’avanguardia riguarda anche il cibo.

Christina Steinbrecher-Pfandt
Viennacontemporary si terrà dal 21 al 24 settembre.
Foto: © A. Murashkin : viennacontemporary

E riguarda anche il bere. In una città che ha fatto del caffè un’istituzione (l’Unesco lo ha incluso nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale nel 2011), non poteva mancare una reinterpretazione in chiave “trendy”. I “secessionisti” della cultura tradizionale del caffè a Vienna non hanno nulla in contrario. Di fatto, lo amano a tal punto che curano fino al minimo dettaglio. Da Wiener Rösthaus lo tostano a gusto del consumatore, mentre al CaffèCouture si affidano a Georg Branny, barista accreditato conosciuto anche per i suoi cocktail al caffè. Il Wolfgang Café, integrato nel negozio di borse di design Qwstion, cambia periodicamente la sua selezione per sorprendere i propri clienti. Da Vollpension, invece, gli hipster si sono alleati con le nonne del quartire affinché cucinino i propri dolci tradizionali. Una vera e propria rivoluzione all’avanguardia che fa dimenticare di trovarsi nella vecchia capitale dell’impero austro-ungarico. Come recita il motto della Secessione, “A ogni tempo, la sua arte. A ogni arte, la sua libertà”. Ma di certo, le torte, sono meglio quelle delle nonne.

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