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Tutti i colori del Brasile in un quartiere

A Pelourinho non è necessario che sia Carnevale: il colore, la musica e la danza sono protagonisti delle sue strade tutti i giorni dell'anno.
Questo quartiere di Salvador de Bahia conserva il fascino dell’architettura coloniale portoghese. Situato in quella che fu la capitale del Brasile per tre secoli, ha vissuto un grave declino, diventando una zona marginale. Questo abbandono, però, è ciò che ha mantenuto la sua essenza, per la quale è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1985. A partire da allora, ha subito una profonda ristrutturazione, per la quale sono stati utilizzati colori vivaci ovunque, dipingendo le facciate degli edifici di blu, azzurro, giallo e salmone. Il risultato? Il quartiere più colorato del Brasile.
Anche se oggi Pelourinho è sinonimo di allegria, dietro alle sue facciate colorate, si nasconde un passato molto oscuro. Il suo nome riflette i fantasmi del passato. Infatti, Pelourinho si riferisce al posto dove venivano fustigati gli schiavi che arrivavano in Brasile. Questa eredità africana è palpabile in ogni angolo: nella cultura, nella religione, nella musica e nella sua gente. Le donne bahiane e i loro vestiti tipici fanno di questo pittoresco luogo uno dei più esotici di Bahia.
Nella zona si concentrano i grandi gioielli architettonici: la Cattedrale, la Fondazione Casa di Jorge Amado (Premio Nobel della Letteratura) o la chiesa di Nossa Senhora do Rosario dos Pretos, costruita da e per gli schiavi. E se ce n’è uno che spicca tra tutti, è la chiesa di São Francisco, famosa non solo per la sua facciata di origine portoghese e per il suo soffitto, ma anche perché la sua cappella è bagnata in oro. Dicono che per adornare il tempio vennero utilizzati niente meno che 100 chili di questo minerale.
A Pelourinho tutto ha un suo ritmo, compreso il simbolo della città: l’ascensore Lacerda, che collega la Città Bassa con la Città Alta. È composto da quattro ascensori che salgono 72 metri in meno di 30 secondi e da cui si può vedere la Bahia de Todos os Santos, dove Amerigo Vespucci arrivò nel 1501, dando inizio alla colonizzazione portoghese. Scendendo con l’ascensore Lacerda e camminando verso la costa, si può vedere uno dei migliori tramonti del Brasile. Il sole si nasconde dietro la Bahia de Todos os Santos, con il “Farol da Barra” come sfondo. Questo faro funge oggi da museo nautico e fa da testimone a show di “capoeira”, l’arte marziale brasiliana dai tocchi africani, che mescola la danza africana con la lotta e, soprattutto, con lo spettacolo.
E se durante il giorno il quartiere risulta vivace, di notte ancor di più: a Pelourinho la luna arriva ballando al suono di decine di tamburi. Tranne il lunedì, i gruppi di Batucada invadono il centro storico di Salvador de Bahia e lo rendono un palcoscenico improvvisato: la piazza Terreiro de Jesus e il Largo do Pelourinho condividono percussioni, danza e “capoeira” fino alle prime luci dell’alba. Lo dice anche la canzone: “Il bahiano ha Dio nel cuore e il diavolo nelle gambe”.

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