>>>Christchurch: la città improvvisata  
Foto: alarico / Shutterstock.com

Christchurch: la città improvvisata  

Cinque anni fa un terremoto rase al suolo la seconda città più grande della Nuova Zelanda. Ma c'è qualcosa che non andò distrutto: il carattere combattente dei suoi abitanti.
A
Christchurch la cattedrale è di cartone. Al suo interno si celebrano eucarestie e concerti. Dell’originale restano solo macerie. Fu la prima che i coloni costruirono in Nuova Zelanda, ma il terremoto del 2011 la danneggiò gravemente. Quella di cartone è una cattedrale provvisoria situata a Latimer Square, che rimarrà fino a quando non verrà costruito un edificio permanente.
Si scrive Christchurch e si pronuncia con ottimismo. “Un ottimista vede un’opportunità in ogni difficoltà”, diceva Winston Churchill. Gli abitanti di Christchurch lo sono, perché dopo che il terremoto ha devastato mezza città sono riusciti a farla rinascere dalle sue ceneri, letteralmente. Sono trascorsi appena cinque anni dall’evento e i danni sono ancora visibili. Il centro non esiste. Gli orologi si sono fermati alle 12:51. Ovunque si guardi c’è un edificio in costruzione. Saranno necessari quindici anni per far risorgere completamente la città. Ne sono trascorsi soltanto un terzo e Christchurch lavora con il suo migliore strumento: la creatività.
Attualmente Re:START vanta circa 50 attività.
Foto: MJ Prototype / Shutterstock.com

Un omaggio al valore

Gli abitanti di Christchurch si sforzano per recuperare lo splendore della loro città, ma non vogliono dimenticare la catastrofe che ha cambiato le loro vite. Il Canterbury Museum ha disegnato Quakecity in un container di Re:START. Si tratta di uno spazio multisensoriale dedicato al terremoto per neozelandesi e turisti.

I ristoranti hanno riaperto al pubblico anche se hanno bisogno di generatori elettrici per avere la corrente. Alcuni scommettono sull’umorismo nero per reinventarsi. È il caso dell’antico bar Goodbye Blue Monday. Dopo il terremoto ha cambiato nome ed è diventato Smash Palace (Palazzo Distrutto). Su un vecchio autobus riciclato e dipinto con tanti colori si preparano una vasta gamma di hamburger, anche se la specialità è la birra locale. La gente accorre in massa a brindare e ballare sotto le sue ghirlande di lampadine.
Ciò che prima del 2011 era la mecca dello shopping oggi è Re:START (ricominciare). Fuori è un centro commerciale costruito con container sovrapposti. Dentro è l’immagine delle nuove opportunità. Bakers è un riferimento della moda maschile in Nuova Zelanda. Sulla facciata del suo container si legge “Don’t be afraid of looking good. Be afraid of not” (“Non avere paura di apparire al meglio. Abbi paura di non esserlo”). È più di uno slogan, è la filosofia di Christchurch. Lululemon è un negozio d’abbigliamento sportivo ma vi si organizzano anche workshop e corsi di yoga. La bancarella del cibo greco Dimitris è affollata all’ora di pranzo. Il tutto avvolto dall’aroma del sofisticato caffè di Hummingbird. Ci sono librerie, negozi di regali e addirittura un salone di bellezza in cui cambiare look. In questo sono esperti a Christchurch.
La cattedrale di cartone è stata costruita con 98 tubi di cartone. Poi è stata rivestita con uno schermo di vetro colorato.
Foto: christchurchnz.com
Hapa è un negozio di regali e artigianato. La sua proprietaria Maureen Taane assicura che rimarrebbe al Re:START tutto il tempo possibile: “È un simbolo della rinascita della città. Per i clienti sarebbe triste se scomparisse”. Però ha una data di scadenza: gennaio 2017. Si spera che per quella data la maggior parte dei nuovi edifici del centro siano stati ricostruiti. Sarà un altro inizio per Christchurch. Una nuova opportunità di fare ciò che sa fare meglio: reinventarsi.
Il Giardino Botanico di Christchurch fu fondato oltre 140 anni fa.
Foto: christchurchnz.com

Articoli correlati

Un aeroporto in cui circolano treni

Si trova in Nuova Zelanda l'unico aeroporto al mondo in cui i treni hanno il permesso di circolare. Gestito da...

White Island: il vulcano drammatico

Fumo bianco, zolfo e temperature da 800ºC. Scopriamo cosa nasconde il vulcano più attivo della Nuova Zelanda, uno dei più...

Il lato oscuro di Parigi

C'è un posto in cui non arrivano né le luci dalla Torre Eiffel né i neon del Moulin Rouge. Prendi...

Il gigante sacro del Messico

La Peña de Bernal ha sempre catturato lo sguardo, dall'era preistorica fino a indigeni e conquistadores spagnoli, che lo utilizzarono...