>>>La fioritura di Atacama
Foto: ©Turismo Chile

La fioritura di Atacama

Dopo la tempesta, ecco arrivare i fiori. Anche in una delle regioni più aride del mondo che, ogni cinque anni, muta il suo aspetto grazie a particolari fenomeni climatici.
“Ascoltate il fragile suono del sale vivo, solo nelle saline; il sole rompe i suoi cristalli nella vuota distesa e agonizza la terra con un secco e annegato rumore di sale che finge”. I versi di Pablo Neruda sul deserto di Atacama descrivono uno dei luoghi più aridi del pianeta. Ma a volte, questa vuota distesa, ritratta dal poeta cileno, diventa un tappeto di fiori, grazie a un fenomeno climatico che si verifica solo dopo una tempesta perfetta. Perfetta perché devono coincidere vari fattori atmosferici che difficilmente riescono avvengono ogni anno: temperature particolarmente basse (senza provocare gelate) e piogge particolarmente abbondanti. Accade quando il fenomeno del “Niño” altera il normale andamento delle precipitazioni. È in questo momento che i semi e i bulbi rimasti sottoterra trovano la sufficiente umidità per fiorire. Latenti, sono capaci di resistere anni e anni prima che arrivi il loro momento. Dei sopravvissuti, che si sono adattati a un ambiente ostile.
Atacama è un'area con un'attività mineraria molto intensa.
Foto: Guillermo Andre via VisualHunt.com / CC BY

Oltre i fiori

Nonostante la recente assenza di piogge, Atacama continua ad offrire moltissimi percorsi interessanti. Vicino alla costa è possibile visitare le località di Totoral, Travesía, Carrizal Bajo e i dintorni del Porto di Huasco. Un'ottima alternativa in assenza di fiorite eccezionali.

Degli oltre 75.000 chilometri quadrati della regione di Atacama, il fenomeno della fioritura del deserto interessa esclusivamente la zona costiera, a circa 800 chilometri dalla capitale cilena, Santiago. Ciò che rende veramente speciale questo tappeto naturale è il fatto che fiorisce, approssimativamente, solo ogni cinque o sei anni. Una delle prime testimonianze riguardo la fioritura del deserto di Atacama risale al 1840, quando il naturalista Claudio Gay si recò nel nord del paese per contemplare il suddetto spettacolo, dopo esserci già stato nel 1831, con meno fortuna. Dal ventunesimo secolo, la tendenza di un lustro si è ridotta a periodi di letargo di due o tre anni, ma la fioritura del 2015 è stata una delle più importanti delle quali si abbia memoria. Soprattutto nelle zone vicine alla Panamericana, nei pressi delle pianure di Castilla e Pajaritos. Tra settembre e novembre, la sabbia ha ceduto il posto a fiori di colore rosa, viola e giallo. Un totale di oltre 200 specie vegetali: Añañucas rosse, Mirti crespi, Leucocoryne, Bocche di Leone, Malvillas… Questo ha attratto un’enorme quantità di specie faunistiche che, in altri casi, non avrebbero avuto di che vivere. Rettili, api e insetti condividono questo habitat con gli occasionali fiori del deserto.
Nel resto dell’anno, oltre alla zona costiera – e in alcuni casi fiorita – di Atacama, il deserto cileno mostra anche un altro tipo di colore. Senza periodi di riposo e letargo. Il contrasto tra le diverse tonalità dei minerali presenti nella zona ha fatto sì che Atacama si aggiudicasse il soprannome di “deserto dei colori”. Il verde dell’ossido di rame, il bianco del carbonato di calcio e il rosso dell’argilla. Una paletta che si completa -anche se solo ogni cinque anni- con il fenomeno del deserto fiorito.
A volte si verificano due fioriture l'anno. Oltre a quella di settembre-novembre, può capitare anche tra aprile e maggio.
Foto: ©Turismo Chile
Nei mesi più caldi, la temperatura di Atacama può raggiungere i 45°C.

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