>>>Il Louvre e il Guggenheim sull'isola
Foto: TDIC

Il Louvre e il Guggenheim sull’isola

Con quattro musei e un centro culturale progettato dai cinque vincitori del premio Pritzker, l'isola di Saadiyat, ad Abu Dhabi, si prepara per diventare la mecca dell'arte e dell'architettura.
U
na città di successo è quella in cui molta gente ha l’opportunità di fare quello che vuole e trovare ciò che desidera”. Così si presenta Saadiyat Cultural District, quello che sarà il punto nevralgico della vita culturale ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti. Un progetto a misura di isola, con circa dieci anni di pianificazione e opere alle spalle, e che può contare per la sua creazione sull’appoggio dei pesi massimi del panorama architettonico. Jean Nouvel, Frank Gehry e Norman Foster, vincitori del premio Pritzker, vogliono mettere la propria bandiera ad Abu Dhabi per trasformare questa giovane città in un punto di riferimento della cultura – e della nuova architettura – a livello mondiale.
Due terzi del Museo del Louvre sono coperti dalla cupola, che misura 180 metri.
Foto: TDIC

Sulla terra ferma

A differenza di altri progetti costruiti dal nulla o su isole artificiali, Saadiyat è un'area naturale. Con una superficie di 27 chilometri quadrati, si pensa che potrà ospitare alloggi per circa 145.000 persone.

Uno di questi simboli sarà il Museo del Louvre. La mitica pinacoteca parigina ha scelto l’isola di Saadiyat per stabilire la sua terza sede (la seconda si trova a Lens). Il progetto è firmato da Jean Nouvel e la sua apertura è prevista per la fine del 2016. La cosa più caratteristica dell’edificio è la sua cupola, che simula dei rami aggrovigliati che lasciano filtrare la luce, creando un curioso gioco di ombre. Sotto la cupola si narra la storia delle civiltà suddivisa in quattro periodi: archeologia, epoca medievale e nascita dell’Islam; periodo classico dall’Umanesimo all’Illuminismo, arte moderna e contemporanea.
Di espansione ne sanno qualcosa alla Fondazione Guggenheim. New York, Venezia, Bilbao… e ora, Abu Dhabi. Progettato dal suo architetto principale, Frank Gehry, potrà contare su un’ampia collezione di arte moderna e contemporanea (ponendo attenzione sul Medio Oriente). I coni dell’edificio sono ispirati alle antiche torri di ventilazione della zona. Creano ombra e gestiscono la ventilazione in maniera naturale, senza trascurare l’estetica e il caratteristico marchio di Gehry. Verrà inaugurata nel 2017, anche se ha già programmato alcune mostre. La prima, “Vedere attraverso la luce: Ritratti della collezione Guggenheim Abu Dhabi”, è servita per presentare le sedici prime opere acquisite per la nuova sede.
Oltre alla meta culturale, l'isola di Saadiyat vanta vari chilometri di spiaggia.
Foto: TDIC

Connessione Saadiyat

L'isola si trova a poca distanza dal centro finanziario di Abu Dhabi: a dodici chilometri dall'autostrada e a dieci dal treno leggero. Può contare su tre ponti di collegamento con le isole vicine.

Un altro premio Pritzker si “installa” a Saadiyat, quello del 1999, Norman Foster. Lo Zayed National Museum porta la firma del suo studio, Foster’s & Partners. Situato nel cuore del ditretto culturale, questo museo è un omaggio allo sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, presidente fondatore degli Emirati Arabi Uniti. Sarà uno spazio dedicato alla storia e alla cultura del paese, così come alla trasformazione che ha vissuto negli ultimi anni. Cinque torri che fungono da ciminiere termiche danno forma al progetto più rispettoso dell’ambiente, tra tutti quelli presenti nell’isola.
Lo Zayed National Museum sarà circondato da varie piantagioni.
Foto: Zayed National Museum
Il quarto pilastro di Saadiyat è il Centro di Arte Sceniche, progettato dall’anglo-iracheno Zaha Hadid. L’obiettivo è quello di attirare ad Abu Dhabi i protagonisti più importanti del mondo del teatro, della danza e della musica. Questo progetto appartiene alla seconda fase di sviluppo del Distretto Culturale. È ancora in costruzione il Museo Marittimo, progettato dal giapponese Tadao Ando… ovviamente premiato con un Pritzker.

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