>>>La vita dopo il "nigiri"
La cotture del "sukiyaki" termina al tavolo.

La vita dopo il “nigiri”

La gastronomia giapponese non è solo riso e pesce crudo. Pizza, crocchette o frittata "alla nipponica" fanno concorrenza al sushi. Prepara Prepara le bacchette.
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13 ristoranti di Tokyo con tre stelle Michelin trasformano la capitale nipponica nella città più premiata da questo titolo, superando Parigi che ne ha nove. A questi 12 bisogna aggiungerne 53 con due stelle e 156 con una. La gastronomia giapponese è di moda e non si riduce al solo sushi. Anche se è il cibo nipponico più esportato, qui non si consuma così tanto. Per i giapponesi è un’eccezione piuttosto che un’abitudine, dato che mangiare sushi di qualità può far arrivare un conto di 300 euro. È il prezzo di un coperto al Jiro (Tokyo), situato nella stazione della metropolitana di Ginza, e considerato il miglior ristorante di sushi al mondo.

L’ultimo edochiano ad unirsi alla lista di quelli a tre stelle è stato il Kohaku. Il suo piatto più richiesto non ha niente a che vedere con l’alga nori. Si tratta di “beef shabu-shabu” in “katsuo-dashi”, ovvero delle sottili bistecche di carne grassa immersi in un brodo di tonno secco. Una versione che ricorda il “sukiyaki”, ma con un sapore più intenso. Viene servito in una pentola non molto profonda con un brodo di verdure, noodles e pezzi di carne di vitello. Il segreto di questo piatto, che lo distingue dal “shabu-shabu”, è la salsa. È preparata con soia e zucchero. Il “sukiyaki” è tipico delle regioni di Kanto e Kansai, nel centro del paese.

‘Okonomiyaki’ listo para comer.
La parola "Okonomiyaki" deriva dai termini "knomi" (gusto) e "yaki" (alla piastra)

L'ora dell'aperitivo a Osaka

I più desiderati negli "street food markets" del Giappone sono i "takoyakis". Originari di Osaka, sono dei bignè ripieni di polpo, molto croccanti. Sono accompagnati da una salsa dolce o da maionese. Provali nel Kuromon Ichiba Market.

I carboidrati sono il principale ingrediente della gastronomia giapponese. Il segreto della longevità che ha trasformato il Giappone nel secondo paese con la speranza di vita più alta al mondo. La sua versione della pizza si chiama “okonomiyaki”. Rotonda e divisa in porzioni triangolari, ha poco in comune con il piatto italiano. È una torta alla quale si può aggiungere qualsiasi ingrediente, soprattutto verdure. Esistono due versioni, stile Kansai e stile Hiroshima.

Nella regione di Kansai, l’impasto dell'”okonomiyaki” (a base di farina, acqua, uovo e igname) si mischia insieme al resto degli ingredienti e si prepara alla piastra. Mentre a Hiroshima, gli ingredienti non vengono inseriti nell’impasto, ma aggiunti dopo. Tutti gli “okonomiyakis” hanno qualcosa in comune, la speciale salsa che ricopre il piatto. Si prepara con pomodoro, frutta (normalmente prugne) e soia. A Osaka (Kansai) è una ricetta molto popolare. Questo piatto dà il nome a vari ristoranti della città, come Okonomiyaki Momiji e Okonomiyaki Chibou.

Korokke como plato principal de un menú japonés.
I "korokkes" sono molto popolari anche in Corea del Sud.

Anche se la cucina occidentale è arrivata in Giappone nel XVI secolo, ha raggiunto la popolarità solo nel XIX secolo. I “korokkes”, o crocchette nipponiche, hanno poco più di un secolo di storia. La parola deriva dal francese “croquette”. Si fanno con purè di patate, cipolla e un ingrediente a scelta (carne, pesce o verdure). Vengono impanate e poi si friggono. Un aperitivo che è diventato un piatto fondamentale nel menù dei giapponesi, servito con insalata e decorato con alcune salse.

Puesto de takoyakis.
I "takoyakis" possono essere serviti soli o ricoperti da altri ingredienti.
Foto: cowardlion/Shutterstock.com

Della stessa epoca, l’”omuraisu” e l’”omurice” sono anch’essi di influenza occidentale. A prima vista sembrano la tipica “omelette” francese, ma nascondono qualcosa all’interno. Sono ripiene di riso. Vengono condite con salsa di pomodoro o ketchup, e si può aggiungere qualsiasi altro ingrediente, come carne o verdura. Nel ristorante Taimeiken di Tokyo preparano una versione che hanno battezzato “tampopo omurice”, in onore al film diretto da Juzo Itami. L’”Omurice” è uno dei pochi piatti nipponici che si consiglia di mangiare con il cucchiaio. Avete già dimenticato il “nigiri”?

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